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Vivere in Danimarca …circondato dai vichinghi

Copenhagen - Nyhavn

Lorenzo ci ha scritto per raccontarci la sua esperienza di italiano in Danimarca.

Se anche tu vuoi raccontarci la tua esperienza e vederla pubblicata sul sito contattaci a info[chiocciola]expatmagazine.it.

 

Lasciare gli affetti, la casa in cui sei cresciuto, i profumi e gli orizzonti ai quali sei stato da sempre abituato per andare a vivere in danimarca  non è mai facile, ma il coraggio nello scegliere che tipo di percorso di vita affrontare può fare la differenza.
Ricordo ancora nitidamente quando il prof. danese, sotto la cui guida avevo svolto l’erasmus placement e la tesi della specialistica, mi chiese se fossi stato interessato a svolgere il Ph.D (dottorato di ricerca) presso l’Università di Aalborg (AAU). Era il giorno prima della mia seduta di laurea, e da quell’istante in poi il mio pensiero si rivolse altrove… altro che ansia da seduta! Troppe domande senza risposte, troppe variabili casuali utilizzando una terminologia scientifica, e non poca insicurezza, ma anche tanta consapevolezza e gioia per la grande occasione che mi si era presentata dinanzi.

Copenhagen Nyhavn 300x199 Vivere in Danimarca ...circondato dai vichinghi Pensai immediatamente alla mia famiglia. Ho trascorso ben 26 anni a casa, circondato da persone che mi hanno sempre offerto affetto incondizionato e sostenuto, prima e dopo le tempeste della vita. E poi, come sarei sopravvissuto all’estero senza possedere una buona padronanza della lingua inglese? E il clima?

Con quali amici sarei uscito durante i weekend? Per non parlare poi del caffe’ italiano, passando per la nduja e i salami tutti, e la frutta appena raccolta nel giardino dinanzi casa. E l’estate? Sarei riuscito a sopravvivere senza mare? A una settimana di distanza provai a rispondere a ciascuna delle mie domande, o forse cercai semplicemente di autoconvincermi. Mi feci coraggio e inviai la mail di risposta, annunciando che avrei inviato l’applicazione per quella posizione aperta presso la AAU. La mail giunse in tempo reale a 2600 kilometri di distanza, ma sapevo bene che la strada da percorrere sarebbe stata più lunga ed insita di difficoltà.

A distanza di due anni e mezzo mi ritrovo ancora qui in terra vichinga, cambiato e più maturo di quanto lo fossi prima, felice per la scelta fatta e con qualche risposta oggettiva tra le mani. Grazie alla tecnologia, e principalmente skype, riesco a videochiamare la mia famiglia ogni volta che ne sento il bisogno.

Forse non riuscirò mai a sostituire l’accento calaBBBrese con quello british, ma i miglioramenti sono evidenti. A volte mi ritrovo perfino a tradurre dall’inglese all’italiano, e questo mi preoccupa non poco. Per rispetto del posto in cui vivo e in previsione di un possibile inserimento professionale in questa società ho deciso di imparare il danese, nonostante i luoghi comuni che la ritengono una lingua ardua e spendibile solo in terra scandinava.

Vi sembrerà strano ma adoro il clima. In generale è freddo, con massime estive che raggiungono i 25 ⁰C e minime invernali che si spingono fino a -17 della colonnina di mercurio. L’atmosfera natalizia è unica, con paesaggi innevati mozzafiato, mercatini di Natale e carols tra le stradine affollate del centro città. La vicinanza al Polo Nord fa si che le giornate in estate siano estremamente lunghe (circa 18-19 ore di luce) e il cielo non sia mai completamente scuro. Al contrario, nella stagione fredda, le ore di luce si riducono drasticamente (6-7) facendo posto velocemente al buio intenso. Il culmine viene raggiunto durante il solstizio d’inverno.

Inserirsi nella vita sociale danese non è affatto difficile, sopratutto in quella internazionale. Tanti sono gli studenti che giungono in città ogni semestre e numerose sono le possibilità di socializzare e creare nuovi networks, sociali e/o professionali. I danesi sono solitamente timidi e parecchio riservati, ma se ti mostri amichevole nei loro confronti riesci a liberarli da quella corazza di ghiaccio nella quale sono intrappolati.

Nonostante metta sempre in valigia qualcosa “made in Italy”, ho integrato le mie abitudini alimentari italiane con quelle danesi. Sono un appassionato di leverpostej e rugbrød, e mi sto riscoprendo estimatore di birra. Al mare invece vado in estate, vicino casa ovviamente, tornando con la mente indietro nel tempo ad ammirare quegli orizzonti tanto familiari.

Ho riflettuto un attimo prima di scrivere pocanzi la parola “casa”, interrogandomi su come interpretare il termine in questione. E’ casa il posto in cui sono cresciuto e dove ho trascorso la maggior parte della mia vita, o è casa il posto dove vivo attualmente? Di sicuro non è un luogo delimitato da quattro mura, e forse non è neanche collocabile fisicamente in seguito a esperienze di questo tipo. La vera casa è nel nostro cuore, dove c’è spazio a sufficienza per il passato e il futuro, per la famiglia, gli amici di vecchia data e quelli erasmus, per l’amore della tua vita, le emozioni, le speranze e le difficoltà …e la cosa più straordinaria è che viaggerà sempre con noi, ovunque andremo. Abbiate il coraggio di rischiare e mettetevi in gioco quotidianamente!

Lorenzo.

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One thought on “Vivere in Danimarca …circondato dai vichinghi

  1. Lorenzo ciao, ti invidio …..e spero presto di riuscire a venir anxhe io lì con la mia famiglia di 7 persone. Puoi aiutarmi in tal senso…….?
    Sto cercando di imparare il danese…..e mi piace pure…..buona avventura e magari a presto Veroverofamily

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