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Vuoi davvero vivere all’estero?

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E’ troppo facile dire “voglio andar via, voglio trasferirmi all’estero” e anche troppo facile sentirlo dire in giro. Nell’ultimo periodo sembra quasi un’epidemia, tutti vogliono andar via. Piu’ che comprensibile vista la tremenda situazione economica che stiamo subendo al momento. Trasferirsi all’estero comporta un cambio di vita che puo’ regalarvi tantissime cose positive, ma nulla arriva senza un prezzo da pagare. Siete sicuri di essere in grado di reggere questo “prezzo”?

question 225x300 Vuoi davvero vivere allestero?Si e’ disposti a fare anche sacrifici pur di rincorrere qualcosa che possa darci un minimo spiraglio di futuro. Ci rimbocchiamo le maniche e cerchiamo di superare tutti momenti brutti che possono presentarsi, ci manca casa e ci manca cio’ che faceva parte della nostra vita di prima. Questo e’ proprio il punto che tendiamo a dimenticare con il passare del tempo: il perche’ siamo partiti.

Eravamo stanchi di sopravvivere con il poco che ci veniva offerto, volevamo cambiare le cose e cambiare noi stessi. E’ stata una nostra scelta volersi trasferire all’estero e proprio per questa ragione dovremmo essere coscienti di cosa cio’ comporta.

Possono essere molte le cose che non ci piacciono e non approviamo nel paese in cui andiamo a vivere, anche a distanza di anni le nostre idee su quelle cose possono non cambiare. I paragoni con la nostra madre patria e il nuovo paese che ci accoglie saranno infiniti e tutti legittimi, continueremo a sentire la mancanza delle nostre abitudini, dei nostri soliti posti e cosi via.

E’ tutto normale ed e’ un bene che accada, le nostre radici sono quelle su cui ci siamo formati e non potremmo mai scappare da esse, resteranno sempre parte di noi. Ma la cosa che spesso succede, e che puo’ rovinare questo nostro progetto di una nuova vita -chiamatelo “futuro” se preferite- , e’ proprio quella di iniziare a rinvagare tutto quello che abbiamo lasciato per criticare tutto quello che di nuovo abbiamo trovato. Iniziano cosi’ le critiche e le lamentele, innescando una fase di “odio” per quel posto. Situazione che puo’ solo degenerare portandoci esclusivamente ad uno stato di malessere.

Non si puo’ vivere in un posto che odiamo, non si puo’ costruire un futuro dove non vogliamo stare, un posto dal quale vogliamo fondamentalmente scappare. Le stesse e identiche sensazioni di disagio che abbiamo provato quando stavamo ancora in Italia, nel nostro paesello troppo stretto.  Eppure, in Italia siamo nati, ma all’estero abbiamo deciso noi di andarci.

 Nessun posto e’ perfetto, ma ci sono posti che possono darti un futuro un po’ migliore e qualche soffisfazione in piu’. Sta a noi la scelta, ma la cosa piu’ importante di tutte e’ non sprecare troppo energie dannandosi l’anima per qualcosa che noi abbiamo scelto di fare.

Foto: flickr

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