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Esperienza all’estero come au pair

au pair estero

In Italia e’ ancora poco conosciuta, contrariamente all’estero dove l’au pair (ragazza alla pari) ormai e’ diffusa e non poco. E’ un modo come un’altro per farsi un’esperienza all’estero, non necessariamente per rimanerci a vita, ma chissa’ invece potrebbe essere un inizio per una permanenza piu’ duratura in un altro paese.

Fotolia 39003375 XS 300x200 Esperienza allestero come au pairCosa essenziale e fondamentale da sapere prima di ogni altra e’ che l’au pair non e’ qualificato come un lavoro vero e proprio. Si tratta principalmente di uno scambio culturale e personale tra la persona ospitata e la famiglia ospitante. Come prima cosa bisogna amare i bambini visto che questa sara’ la principale attivita’, inoltre un forte spirito di attamento sara’ super necessario. Lo scopo principale di questa esperienza e’ quello di dare la possibilita’ di vivere e condividere la quotidianita’ con persone (famiglie) appartenenti ad un’altra nazione e soprattutto, appartenenti ad un’altra cultura.

L’au pair dara’ una mano in casa, ricoprendo il ruolo di babysitter e quando necessario dando una mano anche in altre cose, infondo e’ proprio quello che succede in una “vera” famiglia. Le famiglie che decidono si ospitare ragazze alla pari sono principalmente formate da genitori entrambi lavoratori, quindi hanno assoluto bisogno di qualcuno che gli dia una mano nelle faccende quotidiane, per esempio preparare i bambini e portarli a scuola oppure andare a prenderli e iniziare a preparare la loro cena.

Ritornando al concetto dello “spirito di adattamento” e’ assolutamente da non sottovalutare. Infondo, si va a viere in casa di persone estranee, di persone che non si conoscono e nessuno puo’ darti la certezza che riuscirai ad instaurare un forte rapporto di amicizia e di fiducia con loro. Allo stesso tempo, le famiglie possono avere mille dubbi su chi affideranno i loro figli. Bisogna sapersi adattare agli altri e alle situazioni che vi si presenteranno. L’adattarsi dipende principalmente dalle due parti, da come viene impostato il rapporto e ancor di piu’ dipende dalla volonta’ che si ha di provarci e farcela. Bisogna prendere questa decisione in modo cosciente e professionale. Si certo, non si tratta di un lavoro vero e proprio, ma bisogna prendersi cura di bambini, quindi fondamentale e’ l’essere responsabili.

La famiglia ospitante in cambio dell’aiuto dato in casa, offre all’au pair una paghetta (settimanale o mensile) oltre a vitto e alloggio. Non esitono regole scritte su quanto le famiglie debbano pagare, ma ci sono delle medie che variano da paese e paese. Inoltre, alcune famiglie pagano anche il corso di lingua, ovviamente il tutto puo’ cambiare da famiglia a famiglia e da quello che viene concordato dalle due parti all’inizio.

Nel web esistono numerosissimi link, articoli, websites dove poter trovare informazioni utili, oltre a quelli dove e’ possibile iscriversi per iniziare a contattare ed essere contattati dalle famiglie. Uno per esempio e’ questo qui http://www.aupair-world.net/ dove e’ possibile crearsi un account ed iniziare ad interagire con le famiglie usando messaggi, email e andando oltre, anche chiamate e/o videochiamate.

Questo tipo di esperienza all’estero puo’ darti sicuramente un’ottima possibilita’ per vivere appieno e quotidianamente quella che e’ la vere realta’ del posto in cui si decide di andare.

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