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Vivere all’estero : e’ una questione soggettiva.

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Quando si ha voglia di partire e si e’ interessati ad uno specifico posto, e’ fondamentale raccogliere piu’ informazioni possibili. E’ importante riuscire a capire quali siano le sensazioni, i pensieri e le opinioni di chi vive gia’ (o ha gia’ vissuto) in quella determinata citta’ o nazione. Sicuramente puo’ facilitare la scelta, aiutare nella decisione di mollare e partire oppure no.

soggettiva 300x225 Vivere allestero : e una questione soggettiva.Ci si puo’ sentire rassicurati nell’ascoltare consigli utili di chi ha gia’ esperienza in quella citta’, qualunque essa sia. E’ utilissimo raccogliere le informazioni necessarie proprio per non partire allo sbaraglio e rimanere delusi successivamente o per imbucarsi in una situazione scomoda e che magari vi fara’ star male poco dopo arrivati a destinazione. Ma allo stesso tempo, tutte le informazioni raccolte, andrebbero prese con le pinze. Non e’ una critica e neanche un “demoralizzare prima ancora di aver iniziato“, ma semplicemente un “attenzione e valutate tutto bene prima della partenza“.

Vivere all’estero, centinaia di chilometri lontana da casa e’ una cosa totalmente soggettiva, dipende dalla propria persona, dal proprio carattere e dalle proprie aspettative. Una cosa ancor piu’ importante e’ lo spirito di adattamento, che gioca un ruolo fondamentale quando si decide di intraprendere un’esperienza all’estero. Tutto questo semplicemente perche’ il nostro carattere e le nostre idee ci facilitano l’avvicinamento e l’adattamento a determinate situazioni, mentre ci allontanerebbero da altre ancora. Ad esempio noi italiani siamo molto vicini alla cultura spagnola, i nostri “cugini”, le lingue sono simili cosi come la mentalita’. Quindi se ci ritroviamo in qualsiasi parte del mondo diventa piu facile avvicinarsi, trascorrere del tempo insieme, condividere momenti ed entrare in confidenza.

Questo non succede cosi facilmente invece con le persone dei paesi del nord, che vengono sempre considerate “persone fredde“. Vi siete mai chiesti quali sono le loro sensazioni nei confronti del nostro modo di fare? Diamo per scontato che il nostro modo di essere cosi amichevole e cosi aperto sia il migliore al mondo (nulla da togliere a tutto questo, io in prima persona lo trovo fantastico!), trovarsi in un bar per un caffe’ e iniziare casualmente a chiacchierare, scontrarsi per strada e dalla semplice informazione chiesta finire a trascorrere serate divertenti insieme ad un gruppo di amici. Questo si che e’ sentirsi a casa e meno solo.

 

Vista pero’ dalla parte opposta, vista da un olandese, svedese, danese, inglese e cosi via, potrebbe essere vista come una esagerazione, un’invasione della privacy e una questione di non rispetto. Non e’ sbagliato e neanche giusto. E’ un modo di essere e di pensare. Cio’ che piace a me, cio’ che fa star bene a me, non necessariamente puo’ far lo stesso effetto di benessere sulle altre persone. Qui ritorno al discorso fatto all’inizio di questo articolo, quando si cerca di raccogliere piu’ informazioni possibili tenete sempre in considerazione il fattore “soggettivita’”. In qualsiasi citta’ al mondo si troveranno persone innamorate del posto ed altre pronte a ripartire il giorno seguente tanto odiano quello stesso posto. Anche in questo caso non c’e nulla di sbagliato.

Posso vivere in un posto accettando coscientemente le cose negative, senza farne un dramma. Si accettano e si cerca di vivere bene. Questo non vuole dire affatto accontentarsi, ma semplicemente riuscire a raggiungere uno stato di tranquillita’ in una nuova citta’, crearsi i propri punti fermi (amicizie, solito bar, i posti familiari, ecc.) che riescono a sopraffare gli aspetti negativi di quel posto. In fondo, anche nella nostra adorata patria ci sono molte cose che non riescono proprio ad andarci giu ed altre che invece adoriamo e non riusciamo a farne a meno. Dall’altra parte invece, c’e chi si sente frustrato e incapace di accettare quelle negativita’ che il posto offre.

Chi lascia far vincere le negativita’ tanto da non riuscire neanche ad apprezzare quelle poche cose che in quel determinato posto riescono a darti un po di pace. Non credo ci sia niente di sbagliato in tutto questo. Bisogna lasciar andare le proprie sensazioni e le proprie impressioni, il nostro modo di essere poi ci lascera’ reagire ed agire in modo differente a ciascuna di essa.

E’ importante ricevere ed accogliere tutte le opinioni, positive e negative, allo stesso modo, ma allo stesso tempo non prenderle completamente alla lettera. Ognuno di noi alla fine ha un modo soggettivo di giudicare la qualità della propria vita da italiano all’estero e il suo rapporto con la nazione che lo ospita, ma quello che e’ importante e’ che ogni esperienza condivisa, negativa o positiva, e’ una risorsa fondamentale per farti una idea di cosa ti aspetta.

Foto : Flick

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