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Lo shock culturale, cosa e’ e come superarlo.

shock culturale

Lo shock culturale e’ quella sensazione di disorientamento sociale e ambientale dovuta al trasferimento in una nuova città o nazione per un periodo più o meno prolungato.

culture 1024x685 Lo shock culturale, cosa e e come superarlo.
shock culturale

E’ una fase che attraversano tutti gli expat, soprattutto nei primi mesi e in alcuni casi drastici, può portare a insonnia, nervosismo e disadattamento sociale. Ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta principalmente di quella fase precedente l’adattamento a cui tutti, bene o male, andiamo incontro quando ci trasferiamo in un altro paese.
Avendo vissuto in 3 paesi all’opposto l’uno dall’altro ho accumulato abbastanza esperienza nell’affrontare questa situazione, e in questo articolo cerco di condividerla con voi e dare qualche consiglio per superarla senza troppe complicazioni.

Partiamo con le 4 fasi in cui si divide lo shock culturale :

  1. Fase luna di miele (HoneyMoon Phase)
  2. Fase alienazione (Negotiation Phase)
  3. Fase di Regolazione (Adjustment Phase)
  4. Fase di padronanza (Mastery Phase)

1 – Fase luna di miele

E’ la fase iniziale, appena arrivati. Viene chiamata così perché e quella fase in cui tutto quello che riguarda il “nostro” nuovo paese viene visto sotto una sorta di luce romantica, tutto ha un suo fascino, ad esempio il cibo, la qualità della vita o semplicemente le abitudini dei locali, dura solitamente qualche settimana o al massimo il primo mese.
La cosa migliore da fare durante questo periodo e’ esplorare, visitare più posti (esempio l’Inghilterra non e’ solo Londra e l’Olanda non è solo Amsterdam 😉 ) leggere la storia del paese e cercare di capire le abitudini dei locali. Andateci piano con l’entusiasmo, molte delle cose che vi entusiasmano in questo primo momento, probabilmente inizieranno a darvi fastidio nei mesi successivi o vi daranno qualche delusione.

E’ facile cadere nella trappola di fare continui paragoni con il nostro paese, nel nostro caso l’Italia, ma in realtà la cosa su cui bisogna focalizzarsi principalmente e’ adattarsi alla nuova situazione e al nuovo paese senza restare ancorati al passato. Mettere da parte almeno mentalmente l’Italia (fare continui paragoni ti porterà molte delusioni più avanti, fidati), ti aiuterà anche nella seconda fase.

2 – Fase di alienazione

Questa fase avviene dopo un periodo di circa 3 -4 mesi, in questo periodo le differenze tra il tuo paese e il nuovo diventano evidenti al punto da portare frustrazione, rabbia e senso di disadattamento sociale. Il tutto viene amplificato se arrivate troppo eccitati dalla fase precedente (fidati e’ accaduto a tanti). Il senso di sconforto, alimentato dai problemi di comunicazione sia per la lingua o per le differenze sociali, e la sensazione di essere “fuori luogo“, di non appartenere al contesto in cui ci si trova, diventano una sorta di costante durante questo periodo. Molto spesso questo causa rabbia e senso di sfiducia nei locali.
Alcuni esempi?

  • Quando non si conosce la lingua locale e sentiamo persone parlare o ridere, il primo pensiero è che si stiano riferendo a noi.
  • Oppure la frustrazione nel dover spiegare a un medico determinati sintomi o trovare un determinato medicinale in una lingua in cui dove non conosci tutti i termini.

Cosa puoi fare per superare questa fase?

La prima cosa, la più importante (no, non sto scherzando) e’:
Non tornare a casa, non tornare in Italia!
Il ritorno in patria farebbe scattare quella molla nel tuo cervello che ti farà rifare gli stessi paragoni della prima fase ma al contrario, lodando quello a cui “appartieni“, conosco molte persone che, con una scusa o un’altra, hanno deciso di “abbandonare” proprio durante questa fase, magari riprovando in un’altra città, ma sempre nella stessa, amata  madrepatria. 😉
Cerca di frequentare altri expat, persone che vivono sul posto da anni e che ormai sono integrati nella società, fai di loro i tuoi “guru” (con le dovute limitazioni, ma impara da loro), se non parli la lingua iscriviti ad un corso, e’ un buon modo anche per conoscere altre persone che spesso sono nella tua stessa situazione, ma soprattutto e’ il modo migliore per provare ad integrarsi velocemente.
Evita di uscire troppo spesso con amici italiani, in particolar modo se appena arrivati sul posto come te. Si la tentazione e’ tanta ma in questa fase hai bisogno di “assimilare” il più possibile dal posto in cui vivi, e restare attaccato alle vecchie abitudini (orari, cibo, vita sociale) non ti sarà di aiuto.
Ansia, stress, paura, sono tutti sentimenti normali quando si fa un cambiamento così importante, perché si va incontro a qualcosa di sconosciuto, fuori dalla nostra comfort zone.
Prova a vederla in un modo differente, usa la tua curiosità, la voglia morbosa di scoprire ciò che non si conosce, di imparare. La tua curiosità deve essere più forte di ogni paura, e scoprirai quanto sia bello e stimolante conoscere così tante cose nuove ogni giorno, e sarai pronto per entrare nella terza fase.

3 – Fase di regolazione

Per la mia personale esperienza potrei dire che questa fase si manifesta dopo un anno circa. Vorrei farti un esempio per sintetizzare questa fase :
Finisci di lavorare, prendi il treno o qualsiasi alto mezzo che usi per spostarti, passi dal supermercato a fare la spesa prima di tornare a casa. Dai una controllata generale, metti tutto a posto, accendi la tv e ti rilassi sul divano. Esatto, normale routine.
Questa e’ la fase di regolazione. Stai iniziando ad integrarti, ma soprattutto diventi cosciente della tua posizione all’interno della società, sai cosa aspettarti nella maggior parte delle situazioni, e inizi a sentire un senso di appagamento. Questa fase sancisce il passaggio definitivo all’ultima fase dello shock culturale per expat.

4 – Fase di padronanza

Padronanza, Mastery Phase come dicono in inglese. La fase definitiva, quella che sancisce la tua integrazione all’interno della nuova società. Vita sociale, cibo, abitudini alimentari, ormai tutto non solo non ti stupisce ma probabilmente fa già parte della tua routine quotidiana. Magari hai anche il tuo blog in cui parli della tua esperienza e dispensi consigli alle nuove leve.

Per alcune persone il passaggio di queste fasi si riflette in una sorta di “isolamento” locale, la persona rimane a vivere nel paese di residenza ma, pur avendo una vita sociale a tutti gli effetti, si “rifiuta” in qualche modo di integrarsi con la società e le abitudini locali.  Altri invece, e credo siano la maggioranza, hanno felicemente sposato il cambio e vivono perfettamente integrati nella società giorno dopo giorno.

Sia che tu faccia parte dei primi o dei secondi, una cosa e’ certa : puoi finalmente definirti un expat.
Welcome to the club 🙂

E tu? Come e’ stata la tua esperienza? Condividi la tua esperienza nei commenti! 🙂

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