loading ...
Tap

L’Italia promuove studio e formazione all’estero, ma non offre opportunità lavorative.

disoccupazione

Secondo quanto riportato dalla Commissione Europea l’Italia, insieme a Germania, Belgio e Spagna, è fra i primi paesi nell’incoraggiare ed informare gli studenti sulle opportunità di studio e formazione all’estero. Il risultato però, è che questi una volta partiti non tornano più.

disoccupazione 300x199 LItalia promuove studio e formazione allestero, ma non offre opportunità lavorative.Negli ultimi tempi non si fa altro che sentire e ri-sentire le fatidiche paroline “cervelli in fuga” grazie – si fa per dire- all’enorme flusso di giovani italiani che decidono di lasciare il paese alla ricerca di qualcosa di meglio. Ormai si tratta più che altro di una vera e propria necessità e non più di scelta. E allora se la preparazione degli studenti italiani non ha nulla da invidiare al resto d’Europa, perchè tutto questo “scappare”?

La Commissione Europea ha svolto due ricerche, una sulla valutazione della mobilità dei giovani in Europa e l’altra sul rapporto tra formazione a lavoro, dalle quali l’Italia ne è uscita tra i primi classificati. Informazione ed orientamento sulle opportunità di mobilità, insieme al sostegno agli studenti provenienti da contesti svantaggiati sono i due punti di forza del nostro paese.

Fino a qua sembra procedere bene, ma la domanda sembra sorgere spontanea: allora perchè tutta questa disoccupazione? Secondo i dati Istat aggiornati a novembre 2013 la disoccupazione giovanile in Italia arriva al 41,6%. Per l’esattezza gli occupati sono  22 milioni 292 mila, in diminuzione del 2,0% su base annua (-448 mila). Tutte cifre da non sottovalutare, visto che continuano ad ingrandirsi con il passare del tempo.

Secondo un altro studio, l’ “Education to Employment” condotto dalla società McKinsey sempre per conto della Commissione Europea, risulta che ci sia scarsa comunicazione tra mondo dell’istruzione e impresa. Sembra essere questo il punto cruciale per i risultati ottenuti tanto contraddittori rispetto altre ricerche svolte. Questo provoca una carenza di informazioni per i giovani che si accingono ad entrare nel mondo del lavoro, penalizzandoli con la disoccupazione.  In totale sono stati intervistati 5.300 giovani, 2.600 datori di lavoro e 700 realtà del mondo dell’istruzione provenienti da otto paesi europei – Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito – ed è proprio in questi paesi che si concentra quasi il 75% della disoccupazione giovanile dei 28 Paesi Ue.

Questa purtroppo è una triste realtà ed anche deludente, l’Italia possiede quelli che sono tra i migliori studenti in Europa per la loro ottima formazione, ai quali però non viene dato abbastanza spazio per poter mettere in pratica tutto quello imparato nel corso degli anni. Il nostro Bel Paese incoraggia e sostiene i giovani nella formazione all’estero, ma poi non fa nulla per incoraggiarli e sostenerli nell’inserimento del mondo del lavoro interno.

Foto: flirck

Commenti

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *