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da Milano a Bruxelles, passando per Berlino e Parigi. La storia di Tobias.

Free-lance e attivista per i diritti umani, in giro per l’Europa tra Parigi, Berlino e Milano per approdare nella multiculturale Bruxelles.

Tobias ci racconta la sua storia.

Ciao Tobias, grazie mille per avere accettato. Parlaci brevemente di te.

tobi 300x300 da Milano a Bruxelles, passando per Berlino e Parigi. La storia di Tobias.T. : Mi chiamo Tobias,faccio il fotografo free-lance e sono attivista per i diritti umani.Ho vissuto a Parigi, a Milano e a Berlino e alla fine sono approdato a Bruxelles. Ho fatto un esposizione fotografica in Italia nel 2010,nei miei progetti è poter esporre anche qui.Lavoro nel campo della fotografia ma anche del informazione,ho collaborato con alcune testate on-line soprattutto d’informazione politica.Attualmente a Bruxelles ho cominciato a collaborare con delle Ong,devo dire che è stato un buon trampolino di lancio per quanto riguarda le esperienze di lavoro.
Perche hai scelto di vivere all’estero? Cosa ti ha portato a “scappare”.

T. : La prima volta che mi sono trasferito all’estero per la precisione a Parigi,non sono proprio scappato,anche perché erano ancora lontani i tempi della crisi. La mia scelta è stata un po’ istintiva,mi regalarono un week-end a Parigi per il mio compleanno,dopo 5 giorni tornai innamorato,della città ovviamente!Così decisi di trasferirmi.La prima esperienza all’estero fu decisamente molto positiva.Bruxelles è stata di certo una scelta più ponderata,rientrato in Italia mi sono fermato a Milano per 2 anni, li ho capito che non era il paese per me. Così dopo un periodo in Germania ho pensato di fare un trasloco definitivo e portare a Bruxelles tutte le mie cose.

Puoi raccontarci qualcosa di piu sul posto in cui vivi e qual’e’ stato il tuo primo impatto?

T. : A Bruxelles ovviamente ero già stato, la città mi piace, non è molto grande ma è a “misura d’uomo” trovo un po’ di tutto,i prezzi sono accessibili,sia quelli della vita quotidiana che degli appartamenti,con uno stipendio medio la vita è facile. Il ritmo di vita non è troppo frenetico paragonato a città come Londra e Parigi quindi meno stressante. Mezzi abbastanza puntuali,la comodità maggiore è viaggiare in treno,ci si sposta bene in qualsiasi paese le linee sono ben collegate. Diciamo che nel complesso è una città abbastanza gradevole.

Cosa ha il Belgio che l’Italia non ha.

T. : Trovo che in senso pratico le persone hanno una maggiore cordialità, onestamente in Italia non mi sono mai sentito molto accettato,spesso se hai idee diverse vieni emarginato,il mio più grosso conflitto con l’Italia è stato di certo che io sono per una cultura multi-etnica ,contro il razzismo e per l’integrazione. per questo anche la scelta dei diritti umani, gli italiani sono ancora troppo chiusi sull’argomento immigrazione,non a caso è uno dei paesi meno all avanguardia in qualità di diritti. Si parla molto di legge contro l’omofobia,femminicidio,razzismo e dopo molte polemiche non si è ancora approdato a nulla di concreto. Credo che manchi davvero la tutela del cittadino,quello che invece ritrovo nella città di Bruxelles. Tutela per la famiglia ,per il lavoro,ecc

Cosa ha l’Italia che il Belgio non ha.

T. : Bella domanda,ciò pensato a lungo,credo una cultura artistica invidiabile,solo la pittura del rinascimento,ha influenzato tutti i più grandi artisti Europei.Una storia molto ricca che purtroppo pochi italiani conoscono.

Parlaci un po del tuo lavoro, cosa fai in particolare e le differenze con quando lavoravi in Italia.

T. : Io faccio il fotografo free-lance,ho cominciato ad interessarmi alla fotografia quando mi sono trasferito a Parigi,inizialmente solo alla fotografia di moda, la mostra che poi presentai in Italia era infatti una raccolta di immagini raccolte ai vari prèt à porter nel corso degli anni successivi. (2006-2008).In seguito ho cominciato a collaborare con qualche testata on-line,blog riviste,per farmi conoscere più in fretta. Ora non più necessariamente di moda.
Mi dedico anche a scrivere su qualche rivista di informazione in campo politico, seguire l evoluzione in ambito Europeo,in questo senso Bruxelles mi ha dato modo di fare nuove esperienze e prendere numerosi contatti. Sicuramente è la città ideale,qui ci sono molte Ong e la possibilità di esperienze interessanti .
La differenza è che a Milano avevo molte conoscenze che mi hanno aiutato a restare nel mio campo lavorativo,con una fatica estrema,con poche gratificazioni.Qui vedo riconosciuti i miei meriti e si aprono sempre nuove porte. Per il mio lavoro questo è molto importante.

 Hai intenzione di tornare in Italia? Per viverci o lavorare.

T.: Al momento non ho intenzione di tornare in Italia e confesso che sono 3 anni che non vado più, il paese non mi manca, se tutto va bene vorrei attuare un trasferimento definitivo. Per quanto riguarda il lavoro,continuerò a collaborare con loro,se mi verranno fatte proposte interessanti. Ma non per tornare a viverci in futuro.

Parlaci un po’ delle differenze tra italiani e belgi, la vita sociale, i costumi le abitudini.

T. : Gli italiani come ho già detto li trovo molto più chiusi nelle loro idee, meno disponibili ad un apertura su molti tempi,basta pensare alla religione,che ancora condiziona l’Italia su molti fronti ,perfino quello politico. Tutti i paesi d’Europa hanno un comitato della bioetica,per un paese laico, composto da membri di varie nazionalità,l’Italia è l’unico ad avere membri esclusivamente cattolici.Questo è uno dei tanti esempi che si possa fare. L’ordinamento politico fatica a trovare una direttiva,ci sono sempre pochissime proposte di vero cambiamento. Qui sono state fatte grandi cose,i matrimoni omosessuali, si è discusso proprio l anno scorso per la legge sul eutanasia, trovo ci sia uno spirargli di apertura per tutti. L Italia mi sembra ancora molto lontana.

Quale consigli ti senti di dare a chi vorrebbe trasferirsi in Belgio?

T. : Sicuramente di non mollare,a volte ci vuole molto coraggio e determinazione,si ha sempre paura di non fare la scelta giusta e alla fine molti tornano indietro. Per integrarsi in un nuovo paese ed in una nuova realtà spesso ci vuole tempo. Bisogna cercare di essere ottimisti,il futuro dipende da noi!!

Tobias e’ sempre alla ricerca di collaborazioni,nuovi stimoli lavorativi,chiunque abbia qualche offerta come redattore o come fotografo può contattarlo a questo indirizzo :

tobias da Milano a Bruxelles, passando per Berlino e Parigi. La storia di Tobias.

 

Alcuni:

http://www.pianetagay.com/grande-successo-per-il-gay-pride-di-bruxelles/#.Ug0SeOAsfEb
http://www.capodilucca.it/?p=463

Grazie ancora Tobias per la disponibilita’ e un grosso in bocca al lupo 😀

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